Dott. Sergio Becciu

Sicurezza e ambiente

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Conclusa l'esercitazione internazionale di emergenza nucleare denominata Convex-3

27 giugno 2017 By admin

Nei giorni 21 e 22 giugno si è svolta un’esercitazione internazionale di emergenza nucleare denominata Convex-3, organizzata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA).

L’esercitazione ha coinvolto tutti i paesi che hanno ratificato le Convenzioni internazionali sulla Pronta-notifica e sulla Assistenza in caso di un incidente nucleare o di una emergenza radiologica, nel cui ambito il Centro nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione dell’ISPRA è il Punto di Contatto nazionale ed Autorità competente per eventi che dovessero verificarsi sul territorio italiano.

Hanno preso parte all’esercitazione anche diverse altre organizzazioni internazionali come: l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Organizzazione mondiale della meteorologia, la FAO, le Organizzazioni internazionali per l’aviazione civile e quella Marittima, l’Interpol, nonché la Commissione Europea. Quest’ultima, ha cooperato in stretto raccordo con la IAEA, ritenendo le attività previste dalla esercitazione stessa, valide anche ai fini dell’attuazione della Decisione del Consiglio 87/600/Euratom, concernente le modalità comunitarie per lo scambio rapido di informazioni in caso di emergenze radiologiche a cui tutti i paesi dell’Unione debbono attenersi in tali situazioni.

La partecipazione italiana all’esercitazione ha visto l’attivazione del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha svolto le attività presso la sua sede operativa, con il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, in particolare il Ministero della Salute, e del Centro nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione dell’Istituto, mediante il Centro Emergenze Nucleari Quest’ultimo, per gli aspetti di competenza, è stato supportato dal Centro Operativo per la Meteorologia (COMet) dell’Aeronautica Militare, che ha fornito le indicazioni in merito ai fenomeni di dispersione atmosferica nella regione interessata dall’incidente nucleare unitamente alle previsioni meteorologiche in quelle aree, nelle diverse fasi dell’emergenza.

Lo scenario scelto per l’esercitazione, ha avuto come riferimento un ipotetico incidente grave presso la centrale nucleare di Paks in Ungheria. Le principali attività svolte hanno riguardato, in particolare, le procedure di pronto allertamento, nazionale ed internazionale, le valutazioni sul possibile interessamento del territorio italiano da parte della radioattività rilasciata nel corso dell’incidente, le valutazioni dei possibili effetti a carico dei connazionali presenti nelle aree colpite dalla ricaduta radioattiva nonchè le raccomandazioni al riguardo per le rappresentanze diplomatiche in quelle aree. Inoltre, sono stati oggetto delle attività di valutazione anche gli aspetti connessi all’assistenza ai connazionali in rientro dalle regioni colpite dall’incidente nucleare ed i controlli alla frontiera sulle merci provenienti da quelle aree.

Gli esiti dell’esercitazione costituiranno un importante contributo nell’ambito dei processi di revisione delle pianificazioni di emergenza, con particolare riferimento alle previste attività di aggiornamento del Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche di cui al DPCM 19 marzo 2010.

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Metodi innovativi per la mappatura delle praterie di Posidonia Oceanica e Cymodocea Nodosa nella Regione Calabria

27 giugno 2017 By admin

Progetto MUSMAP

Il workshop sarà l’occasione per presentare i risultati del progetto pilota “Metodi innovativi per la mappatura delle praterie di Posidonia Oceanica e Cymodocea nodosa nella Regione Calabria”, finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Calabria all’Arpa Calabria che, attraverso la propria Unità Organizzativa “Marine Strategy”, diretta dal Dott. Emilio Cellini, ha coordinato il gruppo di lavoro composto da ISPRA, Area Marina Protetta Capo Rizzuto e l’UNICAL con il DIBEST (Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra) e il DIMEG (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale).

Al workshop parteciperà un esperto ISPRA.

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I° Forum Nazionale sui “Fumi” delle navi

27 giugno 2017 By admin

A Genova, con la collaborazione di alcuni armatori, è stata avviata tre anni fa una attività sperimentale unica nel suo genere in Italia: grazie all’interessamento della Capitaneria di Porto di Genova, in risposta a numerose segnalazioni per fumi densi e persistenti causati da navi in ambito portuale, alcuni traghetti con scalo a Genova sono stati monitorati da tecnici Arpal, che hanno misurato in continuo le emissioni dell’intera tratta.
I dati acquisiti durante lo studio, opportunamente rielaborati, potranno fornire nuovi elementi di valutazione locale e internazionale.
Durante il Forum, organizzato da Capitaneria di Porto di Genova e Arpal, si illustrerà la messa a punto del metodo utilizzato, i risultati analitici ottenuti, l’eventuale superamento dei limiti esistenti e si porrà uno sguardo critico in merito ai possibili interventi per minimizzare le emissioni inquinanti in atmosfera durante l’operatività delle navi, con particolare riferimento alle nuove percentuali minime di controlli, inclusi quelli da eseguire con campionamento e analisi dei combustibili utilizzati.
L’evento è inserito nella Genoa Shipping Week, che si terrà a Genova da mercoledì 28 a venerdì 30 giugno 2017 presso Palazzo San Giorgio e Palazzo S. Ambrogio Di Negro.
All’incontro parteciperà un esperto ISPRA.
Programma I Forum

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La Cultura da salvare

24 giugno 2017 By admin

La Struttura di Missione Italia Sicura della Presidenza del Consiglio dei Ministri organizza il 28 giugno  il Convegno “La Cultura da salvare: beni culturali e rischi naturali. La Mappa e il Piano nazionale degli interventi” in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Programma
Per registrarsi all’evento

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I progetti LIFE svolti in Italia sul tema dell’inquinamento acustico ambientale: risultati conseguiti, esperienze in corso e sviluppi futuri

24 giugno 2017 By admin

In occasione del 25° anniversario del Programma LIFE, il progetto LIFE MONZA e il Comune di Firenze invitano coloro i quali sono impegnati o manifestano interesse nei progetti LIFE che hanno svolto o stanno trattando, con modalità diverse, argomenti attinenti al tema dell’inquinamento acustico ambientale, a ritrovarsi e discutere sui risultati raggiunti, le esperienze in corso e gli sviluppi futuri.
Saranno illustrati, da parte di ogni progetto, gli obiettivi prefissati e quelli raggiunti, gli effetti sull’ambiente e sulla popolazione, i benefici realizzati e quelli individuati quali potenziali, le prospettive future. Sarà occasione per condividere l’effettiva trasferibilità dei metodi sperimentati e il contributo apportato ai processi decisionali, i cambiamenti strutturali e gestionali introdotti nelle aree pilota, le modalità di coinvolgimento attivo della popolazione, il trasferimento dei risultati e la rilevanza della produzione scientifica e indagare le possibili sinergie e linee di sviluppo.

Programma

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Sostanze chimiche, al via la campagna REACH

23 giugno 2017 By admin

Dal 21 giugno va in onda, sui canali tv e radio della RAI e sul WEB, una  campagna di sensibilizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sulla registrazione delle sostanze chimiche prevista dal regolamento REACH.
Il 31 maggio 2018 scadranno i termini per la registrazione delle sostanze. Tutte le imprese che producono o importano sostanze chimiche nei paesi dell’Unione Europea dovranno registrarle entro quella data. La registrazione delle sostanze permetterà di utilizzare le informazioni sulle sostanze chimiche per assicurare una maggiore protezione dell’ambiente e della salute umana.

L’ISPRA è l’Istituto scientifico di riferimento per gli aspetti ambientali della sicurezza delle sostanze chimiche nell’attuazione del Regolamento REACH in Italia.

Guarda il video

Ulteriori informazioni

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Valutazioni dell’ISPRA sul piano di controllo del muflone nel Parco nazionale dell’arcipelago toscano – Isola d’Elba

23 giugno 2017 By admin

Nelle ultime settimane sono pervenute ad ISPRA da parte di associazioni animaliste toscane numerose note e proposte alternative relative agli interventi di controllo del Muflone in atto presso l’isola d’Elba, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Con la presente nota ISPRA intende quindi fornire alcuni chiarimenti in particolare sui criteri tecnico-scientifica adottati da ISPRA per la stesura dei pareri rilasciati su richiesta dell’Ente Parco.

Occorre premettere che l’origine della popolazione oggi presente nell’isola d’Elba deriva da immissioni realizzate per scopi venatori negli anni ottanta. Pertanto, la specie oggetto dell’intervento è alloctona per l’area di cui trattasi e il contesto insulare contribuisce a rendere più problematica la presenza della specie, anche in funzione delle interazioni con la componente antropica.

Si evidenzia che Ovies aries, entità che comprende il Muflone e in generale le pecore selvatiche, causa nel mondo impatti molto rilevanti sulla biodiversità, in particolare negli ambienti insulari. Da un’analisi comparata dei dati presenti nelle Liste Rosse dell’IUCN e nella banca dati IUCN Global Invasive Species Database emerge che questa specie causa a livello globale impatti su 189 specie minacciate di estinzione, tra le quali molti endemismi insulari. I rilevanti impatti causati a scala globale da questa specie alla biodiversità delle piccole isole sono legati alla storia naturale di questi ambienti, che si sono spesso evoluti in assenza di grandi erbivori e di predatori, e risultano pertanto particolarmente vulnerabili agli effetti della brucatura e del calpestio, che possono causare gravi danni alle specie vegetali e agli habitat naturali e concorrere a determinare fenomeni di erosione, con effetti indiretti anche su specie animali minacciate.

Sotto il profilo tecnico, l’eradicazione delle specie alloctone che determinano impatti sulla biodiversità, è un’azione espressamente prevista dalla “Strategia Nazionale per la Biodiversità” – approvata il 7 ottobre 2010 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e di Bolzano d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – ed è inoltre esplicitamente richiamata dalle “Linee guida per la prevenzione, l’introduzione e la mitigazione degli impatti della specie alloctone che minacciano gli ecosistemi, gli habitat o le specie” (“CBD Guiding Principles” adottati con Decisione VI/23 dalla VI Conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione sulla Biodiversità, The Hague, 7-19 aprile 2002).

Per quanto attiene gli aspetti normativi nazionali, la legge 116/2014 e la successiva legge 221/2015 hanno stabilito che la gestione delle specie alloctone è finalizzata alla eradicazione o comunque al controllo delle popolazioni. A questa prescrizione fanno eccezione alcune specie/popolazioni, fra cui quelle di Muflone sardo, che in base al Decreto 19 gennaio 2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sono definite parautoctone (ossia introdotte prima del 1500).

Si rappresenta inoltre che le direttive di gestione suggerite da questo Istituto per la specie di cui trattasi prevedono che, al di fuori dell’areale sardo, il Muflone debba essere gestito in modo tale da scoraggiarne la diffusione, in particolare nelle aree in cui può entrare in competizione con specie di ungulati autoctoni, e rimuovendo tutti i nuclei di recente formazione (Linee Guida per la Gestione degli Ungulati – ISPRA 91/2013). Tali indicazioni sono mirate a prevenire o mitigare gli impatti che questa specie alloctona determina agli ecosistemi naturali.

Si ricorda che l’abbattimento del Muflone, è consentito anche all’interno dei parchi al fine di “ricomporre squilibri ecologici accertati dall’Ente parco” (Legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 11, comma 4). Va anche evidenziato che, trattandosi di un Parco Nazionale, la normativa vigente non prevede che sia resa alcuna valutazione tecnica da parte di Ispra, valutazione che è stata richiesta invece dall’Ente Parco a questo Istituto, che ha ritenuto accettabili gli aspetti tecnici e le finalità del piano di controllo, condotto con tecniche selettive e che escludono effetti indesiderati su specie non-target.

A titolo informativo, si rappresenta inoltre che, ai sensi della citata Legge 11 febbraio 1992, n 157, art. 18, comma 1, il Muflone, con esclusione della popolazione sarda, è una specie cacciabile nel nostro paese. A livello nazionale, il Muflone è prelevato in regime di caccia in 23 province delle 42 in cui è presente (ISPRA, Banca Dati Ungulati 2010) e, nel territorio nazionale, si prelevano annualmente circa 2000 esemplari (1913 nel periodo 2009-2010; ISPRA, Banca Dati Ungulati).

Quanto all’uso di mangimi sterilizzanti si evidenzia che ad oggi non esiste alcuna formulazione sterilizzante somministrabile per via orale al fine di realizzare il controllo non cruento delle popolazioni di questa specie.

Per quanto riguarda il trasferimento degli animali in Sardegna e Corsica, in alternativa al controllo, si evidenzia che, in base alle “Linee guida per l’immissione di specie faunistiche” prodotte da ISPRA ed alle “Linee per le reintroduzioni ed altre traslocazioni a scopo di conservazione” (IUCN/SSC 2013), le traslocazioni a fini di conservazione possono risultare accettabili solo qualora esse si rendano necessarie per obiettivi di conservazione, non vi siano alternative a tali forme di intervento, e si escluda il rischio che le immissioni possano determinare impatti indesiderati che, nel caso del Muflone, sono anche rappresentati da possibili effetti sanitari e genetici sul Muflone sardo. Inoltre questa alternativa non risulterebbe compatibile con un’azione di eradicazione della popolazione presente nell’Arcipelago Toscano, perché un’eventuale traslocazione di esemplari dall’Arcipelago Toscano alla Sardegna richiederebbe un’attenta selezione dei soggetti da traslocare, sia in termini di rapporto classi di età e di sesso, sia assicurando l’idoneità genetica e sanitaria degli esemplari oggetto dell’intervento, potrebbe pertanto interessare una limitata porzione della popolazione e non risulterebbe compatibile con gli obiettivi di forte riduzione o eradicazione della popolazione nell’area.

Nota informativa (pdf 1 mb)

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In corso l’esercitazione internazionale di emergenza nucleare Convex-3

22 giugno 2017 By admin

E’ in corso di svolgimento e proseguirà nella giornata di domani, 22 giugno, un’ esercitazione internazionale di emergenza nucleare denominata Convex-3, organizzata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA). Le Convex-3 sono esercitazioni su larga scala che hanno lo scopo di valutare la risposta degli Stati facenti parte delle Convenzioni internazionali di Pronta notifica e di Assistenza in caso di incidenti nucleari e radiologici, nel cui ambito il Centro nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione dell’ISPRA è Punto di Contatto nazionale ed Autorità competente per eventi che dovessero verificarsi nel territorio nazionale.

All’esercitazione partecipano, a livello nazionale, il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che opera presso la sua sede con il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, e il Centro nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione dell’Istituto. A  livello internazionale l’esercitazione vede coinvolti, oltre alla IAEA, i paesi che hanno ratificato la suddetta convenzione e altre organizzazioni internazionali, in particolare la Commissione Europea che considera tale esercitazione valida anche ai fini esercitativi per l’attuazione della Decisione del Consiglio 87/600/Euratom concernente le modalità comunitarie per lo scambio rapido di informazioni in caso di emergenze radiologiche.

Le informazioni riguardano, in particolare, la natura dell’evento, lo stato dell’impianto, le valutazioni sulle conseguenze dell’evento, i rilievi radiometrici nonché le misure protettive attuate per la protezione della popolazione.Le attività dell’esercitazione si sono svolte presso il Centro Emergenze Nucleari dell’Istituto ove sono raccolte le informazioni provenienti dai canali internazionali di Pronta Notifica e vengono gestiti gli strumenti di valutazione dell’evento.Lo scenario scelto per l’esercitazione, che ha la durata di 36 ore, prevede un incidente nucleare presso la centrale nucleare di Paks in Ungheria.

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Parma Nano-Day

22 giugno 2017 By admin

L’evento affronta i principali aspetti delle nanotecnologie, una delle nuove frontiere della ricerca e delle sue applicazioni.

La prima giornata sarà dedicata alle aziende che operano nel settore delle nanotecnologie, che presenteranno le loro attività, evidenziando prospettive ed opportunità.

Le due giornate successive comprendono sessioni tematiche che affrontano vari aspetti: normativi ed economici, tecnologie e applicazioni in ambito agroalimentare, ambiente, biotecnologie, salute e benessere.

All’evento partecipa l’Ispra, che segue il tema nell’ambito delle attività sulle sostanze chimiche, occupandosi degli aspetti di rischio ambientale delle sostanze in nanoforma.

Programma

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ECHA: bisfenolo A è un interferente endocrino

20 giugno 2017 By admin

16 giugno 2017, il Comitato degli Stati Membri dell’Agenzia Europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha concordato all’unanimità di identificare il Bisfenolo A e l’acido Perfluoroesano-1-sulfonico e i suoi sali (PFHxS) come sostanze “estremamente preoccupanti” (SVHC):

Le sostanze “estremamente preoccupanti” (Substance of very high concern, SVHC) sono sostanze con le seguenti caratteristiche di pericolo (art. 57 del regolamento REACH):

  • sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR) di categoria 1A o 1B, ai sensi del Regolamento CLP;
  • sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) o molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB), secondo i criteri dell’allegato XIII del regolamento REACH;
  • le sostanze che perturbano il sistema endocrino e le sostanze con un livello di preoccupazione equivalente a quelle dei punti precedenti, identificate in base ad una valutazione caso per caso.

Il Bisfenolo A era già stato riconosciuto come tossico per la riproduzione. Ora è stato identificato anche come interferente endocrino che causerebbe effetti gravi per la salute umana. Inoltre, il Perfluorohexane-1-sulphonic acid e i suoi sali (PFHxS) sono stati identificati come sostanze SVHC a causa delle loro proprietà di sostanze molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB).

L’ISPRA, insieme all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è l’Istituto scientifico di riferimento per l’attuazione del Regolamento REACH in Italia. In questo senso svolge i compiti relativi alla valutazione dei rischi ambientali delle sostanze chimiche, in particolare partecipa alla definizione delle misure di gestione del rischio delle sostanze chimiche. L’ISPRA rivolge una particolare attenzione, anche nell’ambito dei processi europei di valutazione, alle sostanze PBT/vPvB, per la loro rilevanza ambientale.

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