Un progetto di reintroduzione ha successo solo se gli animali liberati riescono ad adattarsi all’ambiente e a trovare le risorse necessarie per sopravvivere. In Sardegna, territorio ricco e ambientalmente eterogeneo, le giovani aquile di Bonelli stanno dimostrando una grande capacità di adattamento, imparando rapidamente dove e come cacciare. Grazie ai tag satellitari applicati prima della liberazione, i ricercatori possono seguire i loro spostamenti tramite GPS e interpretare le diverse attività quotidiane – volo, caccia, alimentazione e sosta – integrando anche i dati dell’accelerometro presente nei dispositivi. Il lavoro “in remoto” è affiancato da un’intensa attività sul campo: raggiungendo a piedi zone spesso impervie e difficili da esplorare, i ricercatori cercano i resti delle prede per identificarne le specie.
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