Al momento dell’impatto le condizioni meteo-marine risultavano buone ma è previsto un peggioramento nei prossimi giorni tra mercoledì e giovedì. La chiazza di combustibile appare di colore argenteo e uniforme. Da informazioni ricevute tramite elaborazioni satellitari di “e-geos”, le dimensioni della chiazza oleosa si estendono per una lunghezza di 27 km circa e una larghezza di 0,3 km in direzione Sud/nord.
Sulla scorta delle informazioni fornite circa la situazione e i dati relativi all’incidente, il Comandante Generale della Capitaneria di Porto, Amm.glio Giovanni Pettorino, ha chiesto ai tecnici ISPRA un parere sulle possibili conseguenze ambientali dello sversamento dell’olio combustibile e la possibile evoluzione della miscela in mare.
A tal riguardo, considerando che si tratta di un olio combustibile pesante, e conoscendo il comportamento in mare di questa categoria di miscela oleosa, fintanto che le condizioni meteo-marine rimangono tranquille (mare calmo e vento assente), il prodotto continuerà a galleggiare lungo una linea, secondo la direzione della corrente (che al momento procede in direzione nord-ovest) e potrà essere recuperato. Qualora, come previsto per i prossimi giorni, potrà verificarsi un peggioramento delle condizioni meteo-marine l’aumento del moto ondoso non permetterà un agevole recupero del combustibile che ingloberà goccioline di acqua (fino all’80% del volume totale) favorendone altresì lo spostamento sotto la superficie del mare, non vista dai sistemi di rilevamento in atto, e apparire solo quando in prossimità della costa. Questo tipo di prodotto, arrivato in prossimità dei litorali, può inglobare eventuale materiale sedimentario in sospensione e affondare, coinvolgendo le biocenosi del fondo (complesso di popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono fra loro nello stesso ambiente) e determinando un’ulteriore difficoltà di recupero.
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