Dott. Sergio Becciu

Sicurezza e ambiente

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L'uccello delle tempeste e la sfida al vento “traverso”: quando uno studio scientifico svela dei comportamenti, apparentemente, poco comprensibili

24 luglio 2026 By admin

Un recente studio internazionale , coordinato dai ricercatori dell’ISPRA, rivela come il più piccolo uccello marino del Mediterraneo utilizzi in modo strategico i venti durante la delicata fase riproduttiva, affrontando un dispendioso compromesso energetico pur di orientarsi e trovare cibo grazie alle “scie olfattive”.  Durante la stagione riproduttiva, l’uccello delle tempeste mediterraneo (Hydrobates pelagicus melitensis) affronta una delle fasi più delicate del suo ciclo vitale: l’incubazione dell’uovo. In questo periodo, i partner si alternano al nido in turni rigorosi. Mentre uno cova, l’altro deve intraprendere lunghi viaggi in mare aperto per alimentarsi (foraggiare) e ricostituire le proprie riserve energetiche necessarie per affrontare il lungo digiuno durante il proprio turno di cova.

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Rifiuti speciali: aumenta la produzione

22 luglio 2026 By admin

Nel 2024 oltre 172 milioni di tonnellate. L’edilizia è la più “circolare”, riciclo record. Recupero di materia in crescita: +5,2% in un anno In Italia nel 2024 la produzione complessiva di rifiuti speciali derivanti da attività industriali, commerciali, artigianali, di servizio, di trattamento rifiuti e risanamento, ha subito una netta accelerazione, superando i 172 milioni di tonnellate e registrando un incremento del +4,6% rispetto al 2023 (circa 7,6 milioni di tonnellate in più), un dato che evidenzia un forte scollamento rispetto alla crescita più contenuta dell’economia nazionale, che nello stesso periodo ha segnato un +0,8% del PIL e un +1,3% dei consumi. Nei settori chiave l’edilizia è in cima alla lista. Il settore delle costruzioni e demolizioni si conferma il principale motore della produzione di rifiuti speciali, generando da solo 90,4 milioni di tonnellate (il 52,5% del totale nazionale). Seguono a distanza trattamento rifiuti e risanamento (23,1%), attività manifatturiere: 15,9%, altre attività economiche (8,5%). La quasi totalità dei rifiuti speciali prodotti è di natura non pericolosa (93,7%), in crescita del +4,5% rispetto al 2023. I rifiuti pericolosi si attestano a 10,8 milioni di tonnellate, registrando comunque un aumento più marcato in termini percentuali (+6,0%, pari a 612 mila tonnellate in più).  La geografia dei rifiuti speciali riflette la densità del tessuto industriale del Paese, concentrandosi prevalentemente nelle regioni settentrionali. Il Nord traina con il 56% di produzione; la sola Lombardia ne produce 36,4 milioni (il 21,2% del dato italiano), seguita da Veneto (18 milioni), Emilia- Romagna (15 milioni) e Piemonte (13,9 milioni). Centro Italia: 31,3 milioni di tonnellate (18,2% del totale). I valori maggiori si registrano in Toscana (11,5 milioni) e Lazio (11,2 milioni). Nel Sud Italia se ne producono 44,3 milioni di tonnellate (25,8% del totale); la Campania è la regione con la produzione più alta dell’area con 11,7 milioni di tonnellate, seguita da Sicilia (10,1 milioni) e Puglia (9,3 milioni).  I dati 2024 sulla gestione dei rifiuti speciali ci dicono che in Italia sono stati gestiti 187,2 milioni di tonnellate, di cui il 94,8 non pericolosi. (177,5 milioni di tonnellate). Il ricorso alla discarica è in progressivo calo: -2% sul 2023 -23,9% rispetto al 2021. Il recupero è la via maestra: in particolare quello di materia rappresenta ben il 74,3% della gestione (139,1 milioni di tonnellate, in crescita del +6,4% rispetto al 2023). Lo smaltimento si ferma al 13,9%.  Import/Export: importiamo 7 milioni di tonnellate (principalmente rottami metallici da Germania e Francia per le nostre acciaierie) ed esportiamo 5,1 milioni di tonnellate (soprattutto verso la Germania). La rete impiantistica presenta 10.563 impianti attivi. La Lombardia si conferma il fulcro nazionale ospitandone quasi il 20% (2.068 infrastrutture).  Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: «I dati del Rapporto, accanto alle criticità legate all’elevata produzione e alla non uniforme distribuzione del sistema impiantistico, confermano la solidità del percorso intrapreso dal nostro Paese verso un modello di economia sempre più circolare. L’aumento del recupero di materia complessivo, con importanti performance nel riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione, dimostrano come innovazione e corretta gestione dei rifiuti possano tradursi in risultati concreti per l’ambiente e per il sistema produttivo. Dobbiamo saper cogliere questi segnali positivi perché rappresentino uno stimolo a proseguire lungo la strada della prevenzione, del riutilizzo e del recupero delle risorse, rafforzando le filiere industriali e investendo nelle tecnologie e nelle competenze”.

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Cordoglio ISPRA per il collega Antonio Cataldo

21 luglio 2026 By admin

Stanotte ci ha lasciati il nostro collega Antonio Cataldo, che per molti di noi era, prima di tutto, un amico. Una mente brillante, da scoprire con il tempo e la pazienza, ma proprio per questo unica e preziosa anche nel suo lavoro. Noi nel tuo cuore tu nel nostro sempre.  Il presidente Maria Alessandra Gallone e il direttore generale Maria Siclari, insieme a tutte le persone che lavorano in Istituto, in questo momento di dolore, desiderano esprimere la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.

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Orso bruno marsicano: presentata la nuova stima di popolazione nell’Appennino centrale

18 luglio 2026 By admin

Realizzata nell’ambito del progetto DigitAP, finanziato dal PNRR, la ricerca conferma la stabilità del nucleo storico e una lenta espansione verso le aree periferiche. Stimata la presenza di 81 esemplari nell’intero areale Si è conclusa la più estesa e completa attività di monitoraggio genetico mai realizzata per stimare la dimensione della popolazione di orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), una delle popolazioni ursine più minacciate al mondo. Lo studio, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)  e coordinato da ISPRA, è stato realizzato nell’ambito del progetto DigitAP . Quest’ultimo, finanziato con fondi del PNRR, ha avuto l’obiettivo di mettere l’innovazione tecnologica al servizio della conservazione della biodiversità nelle aree protette. I numeri della popolazione: stabilità ed espansione L’analisi modellistica, basata sui dati genetici raccolti nell’estate del 2025, ha stimato una popolazione complessiva di 81 individui (43 femmine e 38 maschi), con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 esemplari. La stima si riferisce ad un’area complessiva di circa 6500 km 2 , estesa dalla Provincia di Rieti a nord, fino a quelle di Frosinone e Isernia a sud. Durante l’ultimo progetto di stima di popolazione, realizzato nel 2014, l’area di studio aveva invece interessato un territorio di circa 1500 km 2 . I risultati offrono un quadro di cauto ottimismo: – Area di distribuzione centrale: nel cuore della sua distribuzione (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e area contigua, a cui sono state recentemente aggiunte porzioni della Valle Roveto e della Riserva di Monte Genzana Alto Gizio), è stata stimata la presenza di 65 individui (36 femmine e 29 maschi), con una forchetta di incertezza compresa tra 58 e 72 e una densità media pari a 4.2 orsi / 100 km 2 . Nella porzione storica della distribuzione dell’orso (comprendente il solo PNALM e l’area contigua) la stima è risulta invece di 56 orsi (49-63). Rispetto ai 51 stimati nel 2014, la popolazione appare quindi stabile o in lieve crescita, con una densità prossima alla saturazione (4.4 individui/100 km²). – Aree periferiche: nelle zone di più marginali della distribuzione (Monti Ernici e Simbruini, Sirente-Velino, Monti del Cicolano, Parco Nazionale della Maiella e alto Molise) l’indagine ha stimato la presenza di 16 individui (intervallo di incertezza tra 9 e 22). Sebbene la densità in queste aree sia dieci volte inferiore rispetto al nucleo centrale, il dato conferma l’esistenza di un lento e fragile processo di espansione (Fig. 1).

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Dal soccorso al monitoraggio satellitare: il giovane Capovaccaio torna a volare nei cieli siciliani

18 luglio 2026 By admin

Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è il più piccolo e minacciato avvoltoio europeo. Con appena una decina di coppie stimate in tutto il territorio nazionale, la specie è classificata come “Endangered” (in pericolo) nella Lista Rossa IUCN . Ogni singolo esemplare salvato e restituito alla natura rappresenta quindi un tassello fondamentale per scongiurare l’estinzione di questo straordinario predatore nei nostri cieli. Proprio per questo, la storia di un giovane esemplare salvato in Sicilia lo scorso autunno assume un alto valore conservazionistico.

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Inaugurata la mostra “Dal sottosuolo alle tecnologie digitali e green: viaggio nelle materie prime critiche per le nuove filiere del Made in Italy del futuro”

18 luglio 2026 By admin

È stata inaugurata il 16 luglio a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, la mostra “Dal sottosuolo alle tecnologie digitali e green: viaggio nelle materie prime critiche per le nuove filiere del Made in Italy del futuro”. Un’esposizione promossa dal Mimit, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e Deloitte, per sottolineare il ruolo strategico delle materie prime critiche per la competitività del sistema produttivo, la transizione energetica e digitale e lo sviluppo delle tecnologie del futuro.

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Scomparsa del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente

17 luglio 2026 By admin

Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “grave perdita per il Paese; esempio di rigore, passione e dedizione al bene comune” La scomparsa del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, rappresenta una grave perdita non solo per il mondo della ricerca, ma anche per le Istituzioni e per l’intero Paese. Abbiamo avuto modo di apprezzarne la profonda competenza, l’equilibrio umano e l’autentico spirito di servizio con cui ha guidato l’ASI, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale della ricerca e dell’innovazione spaziale.

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Orso bruno marsicano: i risultati della stima di popolazione 2025 presentati al MASE

17 luglio 2026 By admin

Si è svolta oggi, presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), la presentazione della nuova stima di popolazione dell’orso bruno marsicano, la prima realizzata sull’intero areale di distribuzione, frutto del campionamento genetico condotto nell’estate 2025. Lo studio è stato finanziato grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ambito Misura M2C4 I.3.2 “ DigitAP – Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette ”. Rappresenta la più estesa e sistematica attività di monitoraggio genetico mai realizzata per questa sottospecie. Il successo dell’iniziativa è frutto di una sinergia che ha coinvolto MASE , ISPRA e decine di enti, tra cui Parchi Nazionali, Parchi e Riserve Regionali, Reti di Monitoraggio dell’orso marsicano, Regioni, Carabinieri Forestali, associazioni ambientaliste e i due soggetti privati aggiudicatari dei servizi tecnici di raccolta e analisi genetica dei campioni biologici (Istituto di Ecologia Applicata e BMR Genomics). Dall’analisi modellistica dei dati è emersa una stima complessiva di 81 individui (43 femmine e 38 maschi), con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 orsi. La stima si riferisce agli oltre 6.000 km 2 nell’Appennino centrale che ad oggi costituiscono l’areale di distribuzione di questa sottospecie endemica di orso, gravemente minacciata di estinzione. I dati che emergono dalla stima confermano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la sua Zona Contigua come l’areale principale della specie, dove il numero degli esemplari presenta una sostanziale stabilità o un leggero aumento rispetto alla stima del 2014; emerge la presenza di circa 16 esemplari nelle aree periferiche, a prova del processo di espansione in atto, il cui successo futuro dipenderà anche dalla protezione dei corridoi ecologici, ovvero le zone che permettono la connessione di aree idonee alla sua presenza. I risultati del progetto non offrono solo un aggiornamento numerico di orsi presenti in Appennino e del successo degli interventi di conservazione attuati in questi anni, ma anche preziose indicazioni di indirizzo per le future azioni di conservazione. Lo studio conferma che le aree periferiche della distribuzione dell’orso sono idonee ad ospitare una presenza stabile e abbondante, ma che il lento processo di espansione dell’areale si dovrà confrontare con la frammentazione dell’habitat, con il degrado dei pochi corridoi ecologici esistenti tra il centro e la periferia e con la necessità di assicurare forme di contemperamento della presenza antropica e degli usi produttivi del territorio, più rilevanti nelle aree periferiche dell’areale. In tal senso si conferma l’importanza del coinvolgimento delle Regioni, del CUFAA e delle aree protette nell’attuazione del Piano d’azione per l’orso marsicano (PATOM) che potrà rafforzare, a partire da questi risultati, l’importante attività portata avanti in questi anni. Il complesso lavoro svolto deve rappresentare lo stimolo per proseguire nel monitoraggio e nell’acquisizione di conoscenze ma, soprattutto, per un rinnovato impegno di tutte le amministrazioni territorialmente coinvolte affinché si concili lo sviluppo socioeconomico delle comunità locali con gli interventi per continuare a migliorare lo stato di conservazione della specie, in maniera da garantire un futuro all’orso bruno marsicano. Sito MASE

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Conoscere il mare per proteggere la nostra salute

17 luglio 2026 By admin

La scienza al servizio dei cittadini. Il progetto PNC ACeS unisce Ambiente, Clima e Salute per costruire un futuro consapevole Nell’ambito del progetto  PNC ACeS  (Ambiente, Clima e Salute) il 23 luglio presso la Rambla Natural Beach di Maccarese (RM)  si terrà un evento pubblico dedicato alla Citizen Science. Il progetto ha la finalità di recepire il Protocollo Acque e Salute e di sviluppare una metodologia di valutazione del rischio per le aree di balneazione, secondo criteri di prevenzione e una visione One Health. L’obiettivo dell’incontro è quindi, promuovere il concetto di “One Health”, evidenziando l’indissolubile legame tra la salute umana, la tutela dell’ambiente marino e la conservazione della biodiversità.  L’evento prevede lo svolgimento di veri e propri laboratori pratici di campionamento per bambini e adulti.

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LIFE TURTLENEST all'EMBS di Peniche con uno studio sugli impatti dei sistemi di difesa costiera sui siti di nidificazione di Caretta caretta

16 luglio 2026 By admin

ISPRA ha partecipato con il progetto LIFE  TURTLENEST  al convegno internazionale European Marine Biology Symposium (EMBS) che si è svolto a Peniche in Portogallo dal 7 al 10 luglio. EMBS è uno dei più longevi e prestigiosi convegni scientifici sulle scienze marine e rappresenta un importante momento di confronto scientifico per la biologia marina europea.

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