I fondali marini hanno sempre affascinato l’uomo e fino a qualche decennio fa quello che c’era oltre i 50 metri era avvolto dal mistero. Grazie a una serie di nuove tecnologie subacquee messe a punto negli ultimi decenni, come la mappatura 3D, è possibile ottenere dettagliate immagini di relitti sommersi. Osservare quello che c’è a grandi profondità consente di studiare gli hotspot di biodiversità, facilitando le azioni di ripristino degli habitat marini.
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