Secondo l’United Nations World Tourism Organization (UNWTO), il numero di turisti che nel 2016 hanno attraversato le frontiere internazionali, ha superato 1,3 miliardi di persone, con un aumento del 5% rispetto al 2015. Emerge chiaramente, da questi dati, la crescente importanza economica del turismo, che contribuisce ormai per il 10% al PIL mondiale. Ciò che non emerge, invece, è l’altra faccia della medaglia: l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra, il maggiore consumo di acqua e di altre risorse naturali e di rifiuti e, non ultimo, la perdita di biodiversità sul pianeta, che rappresenta invece un prerequisito importante per lo stesso turismo.
“È evidente che la biodiversità di specie e di paesaggio sono vitali per le economie delle nazioni in generale e per il turismo in particolare”, ha affermato Stefano Laporta, Direttore Generale dell’ISPRA; “La protezione e il ripristino della biodiversità costituiscono ormai un requisito indispensabile per il successo a lungo termine del turismo in generale e dell’eco-turismo in particolare. Per questo occorre una responsabilità condivisa che miri proprio alla tutela degli ecosistemi, con azioni coordinate all’interno del settore turistico e tra il turismo e altri settori. Riconoscere la grande importanza del paesaggio e della biodiversità per il turismo fornisce una ragione politica ed economica in più per perseguire la conservazione della biodiversità e la protezione della natura e arrestare questo grave declino dell’integrità biologica del pianeta”.
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