La Sezione sperimentale per la valutazione del rischio ecologico in aree marino costiere metterà a disposizione l’impianto pilota per la separazione granulometrica e per il trattamento dei sedimenti con tecnica di soil-washing. L’impianto pilota ISPRA, ubicato nella sede di Livorno, è costituito dalle seguenti sezioni: vibrovaglio con maglie a 2 mm, primo idrociclone, cella di attrizione per la disgregazione degli aggregati, classificatore a spirale, secondo idrociclone. L’impianto utilizzerà un quantitativo d’acqua a ciclo chiuso necessario sia per la separazione granulometrica, sia per un primo trattamento “soil washing” del sedimento contaminato. È progettato in modo da raggiungere gli obiettivi del progetto ed essere flessibile per un eventuale utilizzo futuro su sedimenti diversi da quelli considerati. In generale, i prodotti che vengono selezionati e recuperati sono: ghiaia, sabbia, limi/argille e matrice acquosa.
Le varie componenti di sedimenti separati, saranno successivamente trattate mediante diverse tecniche previste dai progetti con la collaborazione dei partner.
Alcune informazioni semplici di approfondimento:
I fanghi di dragaggio, chiamati comunemente sabbia, si dividono in base alla “granulometria”, alle dimensioni del diametro delle particelle, in pietre, sabbia grossolana, sabbia fine e pelite. Queste ultime hanno un diametro inferiore a 90 micron e accumulano solitamente la maggior parte di inquinanti poiché è facile intuirlo, la superficie delle particelle a parità di volume è maggiore.
Gli idrocarburi si concentrano nelle peliti assieme ai metalli che restano “incollati” in questa frazione mentre altri inquinanti si trovano spesso nelle sabbie fini e nelle acque di processo.
Successivamente gli altri partner utilizzeranno degli enzimi, batteri o funghi per far “digerire” le sostanze inquinanti, oppure applicheranno delle correnti elettriche per “muovere” i metalli pesanti nelle sabbie tramite un processo elettrocinetico e concentrarli in una porzione delle stesse.
Lo scopo è quello di concentrare gli inquinanti in volumi ristretti in modo tale da portare in discarica un decimo del volume di partenza del rifiuto (perché il sedimento per la nostra normativa è considerato tale una volta prelevato dal fondale) riducendo i costi di smaltimento. Inoltre di conseguenza, le altre frazioni depurate, potrebbero essere riutilizzate per altri scopi inseribili nell’economia circolare (riempimenti di banchine, cementi ecosostenibili, piste ciclabili, e similari).
Le azioni rientrano nei progetti GRRinPORT e SEDITERRA, ampiamente presentati nelle pagine internet di ISPRA.
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